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lunedì 29 febbraio 2016

Unicredit StartLab

Unicredit, rinnova anche per il 2016 Unicredit Startlab l’iniziativa nata nel 2009 per sostenere i giovani imprenditori, l’innovazione e le nuove tecnologie. Finora il programma ha supportato 100 startup ad alto potenziale, selezionandole tra più di 1.000 candidature pervenute, ha selezionato 40 vincitori locali e 6 nazionali, oltre a conferire 35 menzioni speciali.
Il programma di accelerazione di Unicredit – partner del progetto Assolombarda Startup Town – ha l’obiettivo di scovare le idee più innovative nei settori: Clean Tech, Life Sciences, Innovative Made in Italy e Digital.
Un percorso specifico è stato creato a favore delle startup impegnate nel settore Financial Technologies con il lancio di FinTech Accelerator: il primo acceleratore verticale FinTech in Italia che offre alle startup spazi fisici di co-working e servizi dedicati.
Per dare forza alle start up – costituite da non più di 4 anni – UniCredit Start Lab prevede: l’assegnazione di un premio in denaro, attività di mentoring da manager, imprenditori e consulenti con diverse esperienze, formazione mirata e servizi bancari ad hoc.

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sabato 27 febbraio 2016

13 cose che cercano nelle #startup e #pmi 13 dei più importanti investitori americani

La sezione live di Product Hunt (che vi consiglio vivamente di tenere d’occhio) ha ospitato, negli ultimi mesi, interviste a diversi investitori internazionali: da angel investor indipendenti fino ad arrivare a nomi noti della scena americana come Dave McClure e Ben Horowitz. I 13 migliori consigli dati da questi investitori durante le loro interviste sono stati da poco raccolti in un interessante post, pubblicato sul canale Medium di Product Hunt.

PH: In una startup dove i founder sono ventenni, conta l’esperienza e la conoscenza del settore?
Josh Kopelman, Partner di First Round Capital: In realtà, in alcuni casi la conoscenza del settore può essere un ostacolo per i founder. Per esperienza personale posso dirti che spesso chi è veterano di una certa industria difficilmente riesce ad innovarla. Esempi tipici sono AirBnb, Uber e Amazon.
PH: Dicci, in una sola riga, qual è la cosa che ti convince ad investire in una startup?
Mark Suster, General Partner di Upfront Ventures: Team, team, team, mercato, team.
PH: Vedendo così tanti pitch, come fai a non diventare cinico quando ti presentano una nuova idea?
Ryan Sarver, Partner di Redpoint Ventures: È una domanda da un milione di dollari! Si tratta di riuscire a bilanciare l’ottimismo tipico di chi vive l’ambiente startup con il realismo di quanto è difficile avere successo con una startup. Ma alla fine è sempre meglio dare un po’ più di peso all’ottimismo.
PH: Quali canali utilizzi per trovare nuove opportunità di investimento?
David Pakman, Partner di Venrock: Le presentazioni da contatti fidati sono sicuramente il canale migliore. Al secondo posto metto i social media: è sempre un piacere scoprire qualcuno di interessante attraverso un suo post e capire che tipo di persona è.
PH: Quali sono 3 cose che ti hanno sorpreso in grandi founder che hanno fondato grandi aziende?
Jessica Livingston, Cofounder di Y Combinator: 1. Il fatto che conti poco essere andati o meno all’università; 2. Quanto siano critici nel risolvere i loro problemi; 3. La tendenza dei bravi founder ad essere anche delle brave persone.
PH: Quale lato del carattere ritieni importante quando decidi di investire in un imprenditore?
Brad Feld, Managing Director di Foundry Group: L’ossessione con il prodotto che sta creando. Se crede di essere al mondo per realizzare quel prodotto, allora è fantastico!
PH: Quali sono i fattori chiavi per il successo di un business?
Hunter Walk, Partner di Homebrew: La capacità di immaginarsi a lavorare su quel progetto per i prossimi 10 anni e la capacità di circondarsi di persone in gamba. Se una persona non è in gamba devi sbarazzartene. Niente uccide le aziende come i team scadenti.

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Le #PMI digitali crescono di più? #growth

Le piccole e medie imprese che hanno adottato le tecnologie digitali mostrano una crescita più rapida rispetto a quelle che non lo hanno ancora fatto. La fotografia è scattata  dallo studio promosso da Sap e realizzato da Idc, secondo cui su scala globale le Pmi stanno iniziando a comprendere e a beneficiare del valore degli analytics, di software collaborativi e per lo sviluppo della relazione con i clienti (Crm).
Entrando nel dettaglio oltre il 39% delle Pmi di tutto il mondo concorda che “la partecipazione attiva nella digital economy è fondamentale per la propria sopravvivenza nei prossimi 3-5 anni”.

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Corriere Comunicazioni

giovedì 25 febbraio 2016

#startup Maxiammortamento al 140%

La legge di Stabilità per il 2016 ha previsto la possibilità di operare un super-ammortamento per gli investimenti in beni materiali nuovi effettuati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016. La disposizione è finalizzata ad incentivare gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi attraverso una maggiorazione percentuale del costo fiscalmente riconosciuto dei beni medesimi, in modo da consentire, ai fini della determinazione dell'IRES e dell'IRPEF, l'imputazione al periodo d'imposta di quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria più elevati. Riguarda gli acquisti di beni materiali strumentali acquistati tra il 15 ottobre 2015 e il 31 dicembre 2016. Per essi il legislatore al comma 91 dell’unico articolo della Legge di Stabilità ha previsto che “il costo di acquisizione è maggiorato del 40 per cento”. Questo però al solo fine della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria.
Il super ammortamento vale anche per le auto aziendali che non vengono utilizzate esclusivamente come beni strumentali nell'attività propria dell'impresa, limiti attualmente individuati dall'art. 164, comma 1, lettera b), TUIR.
La disposizione non si applica agli investimenti in beni materiali strumentali con coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5 per cento, agli investimenti in fabbricati e costruzioni.  Un punto cui fare attenzione ai fini del calcolo dell’acconto dovuto per il periodo di imposta 2016 è che le nuove disposizioni non hanno effetto  sulla determinazione dell’acconto (comma 94). L’acconto andrà calcolato secondo le regole ordinarie.
 Ai fini fiscali, i costi di acquisizione sono maggiorati del 40%: se ad esempio un’impresa acquista un macchinario che costa mille euro, con coefficiente di ammortamento al 10% per dieci anni, con il superammortamento applica una deduzione al 14%, invece che al 10%:
«ai fini delle imposte sui redditi, per i soggetti titolari di reddito d’impresa e per gli esercenti arti e professioni che effettuano investimenti in beni materiali strumentali nuovi dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016, con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria, il costo di acquisizione è maggiorato del 40%».
Non sono agevolati gli investimenti in beni con coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5% (in base al decreto del ministero delle Finanze 31 dicembre 1988), l’acquisto di immobili (fabbricati e costruzioni) e altri costi dettagliati nell’allegato 3 della Legge di Stabilità (riguarda settori industriali precisi, come il gas naturale o i trasporti).
Riguarda gli acquisti di beni materiali strumentali acquistati tra il 15 ottobre 2015 e il 31 dicembre 2016. Per essi il legislatore al comma 91 dell’unico articolo della Legge di Stabilità ha previsto che “il costo di acquisizione è maggiorato del 40 per cento”. Questo però al solo fine della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria.
Il super ammortamento vale anche per le auto aziendali che non vengono utilizzate esclusivamente come beni strumentali nell'attività propria dell'impresa, limiti attualmente individuati dall'art. 164, comma 1, lettera b), TUIR.
La disposizione non si applica agli investimenti in beni materiali strumentali con coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5 per cento, agli investimenti in fabbricati e costruzioni.  Un punto cui fare attenzione ai fini del calcolo dell’acconto dovuto per il periodo di imposta 2016 è che le nuove disposizioni non hanno effetto  sulla determinazione dell’acconto (comma 94). L’acconto andrà calcolato secondo le regole ordinarie.
- See more at: http://www.guidafinestra.it/normative/fisco/2016/01/07/news/beni_materiali_strumentali_super_ammortamento_al_140_grazie_alla_legge_di_stabilit_2016-120394/#sthash.HwtsVys1.dpuf
Riguarda gli acquisti di beni materiali strumentali acquistati tra il 15 ottobre 2015 e il 31 dicembre 2016. Per essi il legislatore al comma 91 dell’unico articolo della Legge di Stabilità ha previsto che “il costo di acquisizione è maggiorato del 40 per cento”. Questo però al solo fine della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria.
Il super ammortamento vale anche per le auto aziendali che non vengono utilizzate esclusivamente come beni strumentali nell'attività propria dell'impresa, limiti attualmente individuati dall'art. 164, comma 1, lettera b), TUIR.
La disposizione non si applica agli investimenti in beni materiali strumentali con coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5 per cento, agli investimenti in fabbricati e costruzioni.  Un punto cui fare attenzione ai fini del calcolo dell’acconto dovuto per il periodo di imposta 2016 è che le nuove disposizioni non hanno effetto  sulla determinazione dell’acconto (comma 94). L’acconto andrà calcolato secondo le regole ordinarie.
- See more at: http://www.guidafinestra.it/normative/fisco/2016/01/07/news/beni_materiali_strumentali_super_ammortamento_al_140_grazie_alla_legge_di_stabilit_2016-120394/#sthash.HwtsVys1.dpuf

giovedì 4 febbraio 2016

Dall'#idea alla #startup in 6 passi 6

In questo post proverò ad elencare brevemente 6 punti cui ispirarsi per dare vita alla proprio startup.
1. Primo passo. L'idea.
E' la benzina di ogni startup. Tuttavia l'idea, da sola, per quanto vincente, non basta. Deve anzitutto essere un'idea che abbia mercato. Deve essere un'idea in grado di creare un business profittevole nel più breve tempo possibile.
2. Secondo passo. Il piano.
Occorre strutturare l'idea di business traducendo in numeri la propria visione della futura startup. E', quindi, necessario stilare un business plan.
Il business plan rappresenta il biglietto da visita da mettere in bella mostra a investitori e finanziatori esterni.
Rappresenta anche una mappa tramite cui la startup passa dalla semplice idea alla sua realizzazione tramite l'impresa.
Il business plan non deve essere costituito da numeri messi lì a caso, ma deve essere uno strumento quanto più realistico e realizzabile possibile. Pena il fallimento prematuro.
3. Terzo passo. Il team.
Una volta strutturata l'idea, sintetizzabnola nel business plan, occorre dare vita ad un team di soci e collaboratori in grado di dare vita al business, strutturare l'azienda, conseguire gli obiettivi contenuti nel business plan.
Creare un team vincente non è cosa facile ma è uno degli aspetti fondamentali per aumentare le possibilità di successo.
4. Quarto passo. Il funding.
In un Paese come l'Italia, il funding è, oggi, l'aspetto più critico. La crisi delle banche tradizionali e lo scarso sviluppo del crowdfunding ancora molto lontano dai numeri di paesi più "maturi" quali USA e UK, rende ancora molto difficile trovare adeguati finanziamenti per la propria startup.
I finanziatori sono il doping per una startup. Possono farla crescere molto rapidamente e portarla a successi insperati.
Le principali fonti di finanziamento delle startup sono:
- Autofinanziamento. I futuri imprenditori si autofinanziano
- Banche (auguri)
- Crowdfunding (in Italia raggiungerà mai i numeri di mercati come UK?)
- Business Angel e Venture Capital
5. Quinto passo. Mettersi in gioco.
La startup è un'idea che diventa impresa, cresce, si sviluppa, si afferma. Auspicabilmente.
Il tasso di mortalità di una startup è molto elevato. Fallire non è una cosa negativa. La paura dell'insuccesso non deve costituire un freno alla realizzazione della propria idea di business. La cosa importante è che si abbiano le idee ben chiare circa gli obiettivi da raggiungere e quale sia la strada migliore per conseguirli.
6. Sesto passo. Il professionista.
Non è un cecchino da assoldare per eliminare i proprio concorrenti. Parlo di un commercialista in grado di guidare gli imprenditori in erba attraverso i primi 5 passi sopra citati.
Redigere un business plan, costituire un'azienda, dedicarsi alla ricerca del funding; sono tutti punti cruciali per la buona riuscita della proprio idea di business sui quali un buon consulente piò fare la differenza tra fallimento e successo.
Il fai date può far risparmiare soldi inizialmente, ma spesso si rivela una scelta che porta ad un precoce fallimento.

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#startup #regimeforfetario . Cause esclusione da regime forfetario

Già in precedenza ho parlato brevemente del regime forfetario 2016. CLICCA QUI
Oggi vorrei approfondire meglio le cause di esclusione.
L’articolo 1, comma 57 della Legge n. 190/2014, come modificato dalla Legge n. 208/2015, prevede alcune cause di esclusione del Regime forfetario per i soggetti che si trovino nelle situazioni di seguito indicate:
. utilizzo di regimi speciali Iva e di determinazione forfetaria del reddito;
. assenza di residenza in Italia, oppure in altro Stato UE/SEE a condizione che il 75% del reddito complessivo sia prodotto in Italia;
. compimento, in via esclusiva o prevalente, di cessioni di fabbricati o loro porzioni, di terreni edificabili (articolo 10 comma 1 n. 8 del DPR n. 633/72) o di mezzi di trasporto nuovi (articolo 53 comma 1 del D.L. n. 331/93);
. partecipazione contemporanea in società di persone, associazioni professionali o Srl trasparenti;
. possesso di redditi di lavoro dipendente e assimilati superiori a €. 30.000,00, nell’anno precedente; la soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato.
Le suddette cause di esclusione, con la sola eccezione di quella relativa al possesso di redditi di lavoro dipendente e assimilati, vanno riferite al momento di applicazione del regime; pertanto, il verificarsi di una delle predette cause nell’anno precedente l’accesso non è di impedimento all’applicazione del regime qualora la stessa sia venuta meno prima dell’inizio dell’anno successivo.
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