Approfondimenti sul mondo delle #startup, delle #PMI italiane e degli autonomi. Dall' idea di startup, al business plan, alla realizzazione fino al suo successo. Consulenza contabile e fiscale 2.0
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lunedì 29 febbraio 2016
sabato 27 febbraio 2016
13 cose che cercano nelle #startup e #pmi 13 dei più importanti investitori americani
La sezione live di Product Hunt (che vi consiglio vivamente di tenere
d’occhio) ha ospitato, negli ultimi mesi, interviste a diversi
investitori internazionali: da angel investor indipendenti fino ad
arrivare a nomi noti della scena americana come Dave McClure e Ben
Horowitz. I 13 migliori consigli dati da questi investitori durante le loro interviste sono stati da poco raccolti in un interessante post, pubblicato sul canale Medium di Product Hunt.
PH: In una startup dove i founder sono ventenni, conta l’esperienza e la conoscenza del settore?
Josh Kopelman, Partner di First Round
Capital: In realtà, in alcuni casi la conoscenza del settore può essere
un ostacolo per i founder. Per esperienza personale posso dirti che
spesso chi è veterano di una certa industria difficilmente riesce ad
innovarla. Esempi tipici sono AirBnb, Uber e Amazon.
PH: Dicci, in una sola riga, qual è la cosa che ti convince ad investire in una startup?
Mark Suster, General Partner di Upfront Ventures: Team, team, team, mercato, team.
PH: Vedendo così tanti pitch, come fai a non diventare cinico quando ti presentano una nuova idea?
Ryan Sarver, Partner di Redpoint
Ventures: È una domanda da un milione di dollari! Si tratta di riuscire a
bilanciare l’ottimismo tipico di chi vive l’ambiente startup con il
realismo di quanto è difficile avere successo con una startup. Ma alla
fine è sempre meglio dare un po’ più di peso all’ottimismo.
PH: Quali canali utilizzi per trovare nuove opportunità di investimento?
David Pakman, Partner di Venrock: Le
presentazioni da contatti fidati sono sicuramente il canale migliore. Al
secondo posto metto i social media: è sempre un piacere scoprire
qualcuno di interessante attraverso un suo post e capire che tipo di
persona è.
PH: Quali sono 3 cose che ti hanno sorpreso in grandi founder che hanno fondato grandi aziende?
Jessica Livingston, Cofounder di Y
Combinator: 1. Il fatto che conti poco essere andati o meno
all’università; 2. Quanto siano critici nel risolvere i loro problemi;
3. La tendenza dei bravi founder ad essere anche delle brave persone.
PH: Quale lato del carattere ritieni importante quando decidi di investire in un imprenditore?
Brad Feld, Managing Director di Foundry
Group: L’ossessione con il prodotto che sta creando. Se crede di essere
al mondo per realizzare quel prodotto, allora è fantastico!
PH: Quali sono i fattori chiavi per il successo di un business?
Hunter Walk, Partner di Homebrew: La
capacità di immaginarsi a lavorare su quel progetto per i prossimi 10
anni e la capacità di circondarsi di persone in gamba. Se una persona
non è in gamba devi sbarazzartene. Niente uccide le aziende come i team
scadenti.
Leggi qui l'articolo completo:
Le #PMI digitali crescono di più? #growth
Le piccole e medie imprese che hanno adottato le tecnologie
digitali mostrano una crescita più rapida rispetto a quelle che non lo
hanno ancora fatto. La fotografia è scattata dallo studio
promosso da Sap e realizzato da Idc, secondo cui su scala globale le Pmi
stanno iniziando a comprendere e a beneficiare del valore degli
analytics, di software collaborativi e per lo sviluppo della relazione
con i clienti (Crm).
Entrando nel dettaglio oltre il 39% delle Pmi di tutto il mondo concorda che “la partecipazione attiva nella digital economy è fondamentale per la propria sopravvivenza nei prossimi 3-5 anni”.
Leggi qui l'articolo completo:
Corriere Comunicazioni
Entrando nel dettaglio oltre il 39% delle Pmi di tutto il mondo concorda che “la partecipazione attiva nella digital economy è fondamentale per la propria sopravvivenza nei prossimi 3-5 anni”.
Leggi qui l'articolo completo:
Corriere Comunicazioni
giovedì 25 febbraio 2016
#startup Maxiammortamento al 140%
La legge di Stabilità per il 2016 ha previsto la
possibilità di operare un super-ammortamento per gli investimenti in beni
materiali nuovi effettuati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016. La
disposizione è finalizzata ad incentivare gli investimenti in beni materiali
strumentali nuovi attraverso una maggiorazione percentuale del costo
fiscalmente riconosciuto dei beni medesimi, in modo da consentire, ai fini
della determinazione dell'IRES e dell'IRPEF, l'imputazione al periodo d'imposta
di quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria più elevati. Riguarda
gli acquisti di beni materiali strumentali acquistati tra il 15 ottobre 2015 e
il 31 dicembre 2016. Per essi il legislatore al comma 91 dell’unico articolo
della Legge di Stabilità ha previsto che “il costo di acquisizione è maggiorato
del 40 per cento”. Questo però al solo fine della determinazione delle quote di
ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria.
Il super ammortamento vale anche per le auto aziendali che
non vengono utilizzate esclusivamente come beni strumentali nell'attività
propria dell'impresa, limiti attualmente individuati dall'art. 164, comma 1,
lettera b), TUIR.
La disposizione non si applica agli investimenti in beni
materiali strumentali con coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5 per
cento, agli investimenti in fabbricati e costruzioni. Un punto cui fare
attenzione ai fini del calcolo dell’acconto dovuto per il periodo di imposta
2016 è che le nuove disposizioni non hanno effetto sulla determinazione
dell’acconto (comma 94). L’acconto andrà calcolato secondo le regole ordinarie.
Ai fini fiscali, i costi di acquisizione sono
maggiorati del 40%: se ad esempio un’impresa acquista un macchinario che
costa mille euro, con coefficiente di ammortamento al 10% per dieci anni, con
il superammortamento applica una deduzione al 14%, invece che al 10%:
«ai fini delle imposte sui redditi, per i soggetti titolari
di reddito d’impresa e per gli esercenti arti e professioni che
effettuano investimenti in beni materiali strumentali nuovi dal 15 ottobre
2015 al 31 dicembre 2016, con esclusivo riferimento alla determinazione
delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria, il costo di
acquisizione è maggiorato del 40%».
Non sono agevolati gli investimenti in
beni con coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5% (in base al decreto del
ministero delle Finanze 31 dicembre 1988), l’acquisto di immobili (fabbricati e
costruzioni) e altri costi dettagliati nell’allegato 3 della Legge di Stabilità
(riguarda settori industriali precisi, come il gas naturale o i trasporti).
Riguarda
gli acquisti di beni materiali strumentali acquistati tra il 15 ottobre
2015 e il 31 dicembre 2016. Per essi il legislatore al comma 91
dell’unico articolo della Legge di Stabilità ha previsto che “il costo
di acquisizione è maggiorato del 40 per cento”. Questo però al solo fine
della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di
locazione finanziaria.
Il super ammortamento vale anche per le auto aziendali che non vengono utilizzate esclusivamente come beni strumentali nell'attività propria dell'impresa, limiti attualmente individuati dall'art. 164, comma 1, lettera b), TUIR.
La disposizione non si applica agli investimenti in beni materiali strumentali con coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5 per cento, agli investimenti in fabbricati e costruzioni. Un punto cui fare attenzione ai fini del calcolo dell’acconto dovuto per il periodo di imposta 2016 è che le nuove disposizioni non hanno effetto sulla determinazione dell’acconto (comma 94). L’acconto andrà calcolato secondo le regole ordinarie.
- See more at: http://www.guidafinestra.it/normative/fisco/2016/01/07/news/beni_materiali_strumentali_super_ammortamento_al_140_grazie_alla_legge_di_stabilit_2016-120394/#sthash.HwtsVys1.dpuf
Il super ammortamento vale anche per le auto aziendali che non vengono utilizzate esclusivamente come beni strumentali nell'attività propria dell'impresa, limiti attualmente individuati dall'art. 164, comma 1, lettera b), TUIR.
La disposizione non si applica agli investimenti in beni materiali strumentali con coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5 per cento, agli investimenti in fabbricati e costruzioni. Un punto cui fare attenzione ai fini del calcolo dell’acconto dovuto per il periodo di imposta 2016 è che le nuove disposizioni non hanno effetto sulla determinazione dell’acconto (comma 94). L’acconto andrà calcolato secondo le regole ordinarie.
- See more at: http://www.guidafinestra.it/normative/fisco/2016/01/07/news/beni_materiali_strumentali_super_ammortamento_al_140_grazie_alla_legge_di_stabilit_2016-120394/#sthash.HwtsVys1.dpuf
Riguarda
gli acquisti di beni materiali strumentali acquistati tra il 15 ottobre
2015 e il 31 dicembre 2016. Per essi il legislatore al comma 91
dell’unico articolo della Legge di Stabilità ha previsto che “il costo
di acquisizione è maggiorato del 40 per cento”. Questo però al solo fine
della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di
locazione finanziaria.
Il super ammortamento vale anche per le auto aziendali che non vengono utilizzate esclusivamente come beni strumentali nell'attività propria dell'impresa, limiti attualmente individuati dall'art. 164, comma 1, lettera b), TUIR.
La disposizione non si applica agli investimenti in beni materiali strumentali con coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5 per cento, agli investimenti in fabbricati e costruzioni. Un punto cui fare attenzione ai fini del calcolo dell’acconto dovuto per il periodo di imposta 2016 è che le nuove disposizioni non hanno effetto sulla determinazione dell’acconto (comma 94). L’acconto andrà calcolato secondo le regole ordinarie.
- See more at: http://www.guidafinestra.it/normative/fisco/2016/01/07/news/beni_materiali_strumentali_super_ammortamento_al_140_grazie_alla_legge_di_stabilit_2016-120394/#sthash.HwtsVys1.dpuf
Il super ammortamento vale anche per le auto aziendali che non vengono utilizzate esclusivamente come beni strumentali nell'attività propria dell'impresa, limiti attualmente individuati dall'art. 164, comma 1, lettera b), TUIR.
La disposizione non si applica agli investimenti in beni materiali strumentali con coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5 per cento, agli investimenti in fabbricati e costruzioni. Un punto cui fare attenzione ai fini del calcolo dell’acconto dovuto per il periodo di imposta 2016 è che le nuove disposizioni non hanno effetto sulla determinazione dell’acconto (comma 94). L’acconto andrà calcolato secondo le regole ordinarie.
- See more at: http://www.guidafinestra.it/normative/fisco/2016/01/07/news/beni_materiali_strumentali_super_ammortamento_al_140_grazie_alla_legge_di_stabilit_2016-120394/#sthash.HwtsVys1.dpuf
giovedì 4 febbraio 2016
Dall'#idea alla #startup in 6 passi 6
In questo post proverò ad elencare brevemente 6 punti cui ispirarsi per dare vita alla proprio startup.
1. Primo passo. L'idea.
E' la benzina di ogni startup. Tuttavia l'idea, da sola, per quanto vincente, non basta. Deve anzitutto essere un'idea che abbia mercato. Deve essere un'idea in grado di creare un business profittevole nel più breve tempo possibile.
2. Secondo passo. Il piano.
Occorre strutturare l'idea di business traducendo in numeri la propria visione della futura startup. E', quindi, necessario stilare un business plan.
Il business plan rappresenta il biglietto da visita da mettere in bella mostra a investitori e finanziatori esterni.
Rappresenta anche una mappa tramite cui la startup passa dalla semplice idea alla sua realizzazione tramite l'impresa.
Il business plan non deve essere costituito da numeri messi lì a caso, ma deve essere uno strumento quanto più realistico e realizzabile possibile. Pena il fallimento prematuro.
3. Terzo passo. Il team.
Una volta strutturata l'idea, sintetizzabnola nel business plan, occorre dare vita ad un team di soci e collaboratori in grado di dare vita al business, strutturare l'azienda, conseguire gli obiettivi contenuti nel business plan.
Creare un team vincente non è cosa facile ma è uno degli aspetti fondamentali per aumentare le possibilità di successo.
4. Quarto passo. Il funding.
In un Paese come l'Italia, il funding è, oggi, l'aspetto più critico. La crisi delle banche tradizionali e lo scarso sviluppo del crowdfunding ancora molto lontano dai numeri di paesi più "maturi" quali USA e UK, rende ancora molto difficile trovare adeguati finanziamenti per la propria startup.
I finanziatori sono il doping per una startup. Possono farla crescere molto rapidamente e portarla a successi insperati.
Le principali fonti di finanziamento delle startup sono:
- Autofinanziamento. I futuri imprenditori si autofinanziano
- Banche (auguri)
- Crowdfunding (in Italia raggiungerà mai i numeri di mercati come UK?)
- Business Angel e Venture Capital
5. Quinto passo. Mettersi in gioco.
La startup è un'idea che diventa impresa, cresce, si sviluppa, si afferma. Auspicabilmente.
Il tasso di mortalità di una startup è molto elevato. Fallire non è una cosa negativa. La paura dell'insuccesso non deve costituire un freno alla realizzazione della propria idea di business. La cosa importante è che si abbiano le idee ben chiare circa gli obiettivi da raggiungere e quale sia la strada migliore per conseguirli.
6. Sesto passo. Il professionista.
Non è un cecchino da assoldare per eliminare i proprio concorrenti. Parlo di un commercialista in grado di guidare gli imprenditori in erba attraverso i primi 5 passi sopra citati.
Redigere un business plan, costituire un'azienda, dedicarsi alla ricerca del funding; sono tutti punti cruciali per la buona riuscita della proprio idea di business sui quali un buon consulente piò fare la differenza tra fallimento e successo.
Il fai date può far risparmiare soldi inizialmente, ma spesso si rivela una scelta che porta ad un precoce fallimento.
Vuoi restare aggiornato sui contenuti esclusivi del blog? Iscriviti alla mia newsletter!
1. Primo passo. L'idea.
E' la benzina di ogni startup. Tuttavia l'idea, da sola, per quanto vincente, non basta. Deve anzitutto essere un'idea che abbia mercato. Deve essere un'idea in grado di creare un business profittevole nel più breve tempo possibile.
2. Secondo passo. Il piano.
Occorre strutturare l'idea di business traducendo in numeri la propria visione della futura startup. E', quindi, necessario stilare un business plan.
Il business plan rappresenta il biglietto da visita da mettere in bella mostra a investitori e finanziatori esterni.
Rappresenta anche una mappa tramite cui la startup passa dalla semplice idea alla sua realizzazione tramite l'impresa.
Il business plan non deve essere costituito da numeri messi lì a caso, ma deve essere uno strumento quanto più realistico e realizzabile possibile. Pena il fallimento prematuro.
3. Terzo passo. Il team.
Una volta strutturata l'idea, sintetizzabnola nel business plan, occorre dare vita ad un team di soci e collaboratori in grado di dare vita al business, strutturare l'azienda, conseguire gli obiettivi contenuti nel business plan.
Creare un team vincente non è cosa facile ma è uno degli aspetti fondamentali per aumentare le possibilità di successo.
4. Quarto passo. Il funding.
In un Paese come l'Italia, il funding è, oggi, l'aspetto più critico. La crisi delle banche tradizionali e lo scarso sviluppo del crowdfunding ancora molto lontano dai numeri di paesi più "maturi" quali USA e UK, rende ancora molto difficile trovare adeguati finanziamenti per la propria startup.
I finanziatori sono il doping per una startup. Possono farla crescere molto rapidamente e portarla a successi insperati.
Le principali fonti di finanziamento delle startup sono:
- Autofinanziamento. I futuri imprenditori si autofinanziano
- Banche (auguri)
- Crowdfunding (in Italia raggiungerà mai i numeri di mercati come UK?)
- Business Angel e Venture Capital
5. Quinto passo. Mettersi in gioco.
La startup è un'idea che diventa impresa, cresce, si sviluppa, si afferma. Auspicabilmente.
Il tasso di mortalità di una startup è molto elevato. Fallire non è una cosa negativa. La paura dell'insuccesso non deve costituire un freno alla realizzazione della propria idea di business. La cosa importante è che si abbiano le idee ben chiare circa gli obiettivi da raggiungere e quale sia la strada migliore per conseguirli.
6. Sesto passo. Il professionista.
Non è un cecchino da assoldare per eliminare i proprio concorrenti. Parlo di un commercialista in grado di guidare gli imprenditori in erba attraverso i primi 5 passi sopra citati.
Redigere un business plan, costituire un'azienda, dedicarsi alla ricerca del funding; sono tutti punti cruciali per la buona riuscita della proprio idea di business sui quali un buon consulente piò fare la differenza tra fallimento e successo.
Il fai date può far risparmiare soldi inizialmente, ma spesso si rivela una scelta che porta ad un precoce fallimento.
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#startup #regimeforfetario . Cause esclusione da regime forfetario
Già in precedenza ho parlato brevemente
del regime forfetario 2016. CLICCA QUI
Oggi vorrei approfondire meglio le cause di esclusione.
L’articolo 1, comma 57 della Legge
n. 190/2014, come modificato dalla Legge n. 208/2015, prevede alcune cause
di esclusione del Regime forfetario per i soggetti che si trovino nelle
situazioni di seguito indicate:
. utilizzo di regimi speciali Iva e
di determinazione forfetaria del reddito;
. assenza di residenza in Italia,
oppure in altro Stato UE/SEE a condizione che il 75% del reddito complessivo
sia prodotto in Italia;
. compimento, in via esclusiva o
prevalente, di cessioni di fabbricati o loro porzioni, di terreni
edificabili (articolo 10 comma 1 n. 8 del DPR n. 633/72) o di mezzi
di trasporto nuovi (articolo 53 comma 1 del D.L. n. 331/93);
. partecipazione contemporanea in società
di persone, associazioni professionali o Srl trasparenti;
. possesso di redditi di lavoro
dipendente e assimilati superiori a €. 30.000,00, nell’anno
precedente; la soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato.
Le suddette cause di esclusione,
con la sola eccezione di quella relativa al possesso di redditi di lavoro
dipendente e assimilati, vanno riferite al momento di applicazione del
regime; pertanto, il verificarsi di una delle predette cause nell’anno
precedente l’accesso non è di impedimento all’applicazione del regime qualora
la stessa sia venuta meno prima dell’inizio dell’anno successivo.
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